venerdì 14 novembre 2014

Ok, dopo il post su cos'è e dove comprare un light box, eccoci arrivati finalmente al post su come usare un light box.
Premetto che questo post sarà un patchwork tra le cose che ho imparato, un articolo trovato a questo indirizzo - http://pareandfocus.com/index.htm/how-to-use-a-lightbox/ - articolo da dove ho anche preso l'utilissima infografica che vi propongo (*) e altre infografiche prese in giro per la rete (**).

(*) Purtroppo il mio tentativo di comunicare con questo sito per chiedere il permesso di traduzione e pubblicazione non è andato a buon fine (in sostanza non mi hanno risposto) quindi, nel caso l'autore originale non fosse d'accordo, sarà mia cura cancellare le parti interessate.
(**) Anche qui, nel caso i legittimi autori non fossero d'accordo, rimuoverò il loro materiale.
Comunque, indicherò sempre la paternità con un link alla pagina dove ho trovato il necessario.


Sbrigata la pratica legalese, iniziamo.

Premessa: perché "scendere a patti con" e non "usare" un light box ?
Perché se vi aspettate di piazzare il gingillo dentro il box, piazzarci due luci di fianco, inquadrare, scattare e credere che esca quello che vi immaginate beh... chiudete pure tutto e dedicatevi a qualche altra cosa.
A parte il concetto stesso di "still life" che potrebbe essere oggetto di interi articoli dedicati, usare in maniera soddisfacente un light box è come una ricetta di cucina con un sacco di ingredienti che devono armonizzarsi.
Tipo e numero di luci, posizione delle stesse, posizionamento del soggetto e creazione di un "qualcosa che racconta", impostazioni della macchina fotografica... di roba ce n'è tanta e tutta da controllare.

Tanto per dire: se volete riprendere un oggetto e dargli un tono drammatico, dovrete giocare un sacco con le ombre, cosa che invece non dovete fare se state fotografando oggetti per un catalogo (lì di ombre meno ce ne sono e meglio è, a meno che non vi si chieda una marcata tridimensionalità).

Luci !!!
Partiamo dalle luci.
Sbagliarle significa compromettere lo scatto in quanto a colore, espressività e tridimensionalità.
In questo caso, il light box corre in vostro aiuto essendo di per se stesso un modificatore di luce che la distribuirà in maniera uniforme al suo interno.
Quindi ci dobbiamo essenzialmente preoccupare di scegliere le lampade giuste e di posizionarle correttamente per ottenere l'effetto desiderato.

Scelta del tipo di lampada: a incandescenza, fluorescente, alogena, led... ognuna di queste ha un tipo diverso di temperatura colore che farà rendere, appunto, i colori in maniera diversa (resa cromatica).
  • La resa cromatica è relativa al modo in cui gli oggetti appaiono sotto una data sorgente luminosa.(Schreder.com)
    Il colore con cui ci appare un oggetto, che non emette luce propria, dipende sia dal suo modo di riflettere la luce (cioè da quali lunghezze d'onda riflette maggiormente), sia dalla luce che lo illumina (cioè dalla composizione spettrale di quest'ultima). Dunque, non ha senso parlare di colore reale di un oggetto in senso assoluto, senza specificare anche il tipo di sorgente luminosa. (Wikipedia)
  • La temperatura colore si misura in gradi Kelvin (K), più il numero è alto e più la luce emessa si definisce "fredda", mentre più il numero è basso e più si definisce "calda".
    Un'ottima spiegazione sull'argomento la potete trovare qui: http://www.clubfotografia.com/la-temperatura-colore-definizione#

Ed ecco la prima infografica che dipanerà un po' di dubbi sull'argomento.



Per quanto riguarda i led, dipende dal tipo, possono spaziare dai 3.000 K ai 6.000 K (più o meno).

Comunque, la cosa più importante e quella sulla quale non si transige è

NON SI MISCHIANO I TIPI DI LUCE

A meno che non vogliate effetti particolari sui vostri soggetti, le luci devono essere tutte dello stesso tipo per dare uniformità alla resa cromatica.

Per quanto riguarda il tipo di lampada, è meglio cercare qualcosa che dia la possibilità di direzionare il fascio di luce e che abbia la parte posteriore riflettente, così da non sprecare luce in posti che non siano le pareti del light box.
Possono andare bene anche lampade da scrivania, faretti con le pinze, oppure con treppiede.

Posizioniamo le luci
Anche se nessuno ci vieta di usare tutte le lampade che vogliamo, solitamente il numero di luci che si usano va da una a tre.

Una luce di fianco (ma potrebbe anche essere sopra) porterà ad avere una certa tridimensionalità sull'oggetto a causa delle ombre che si produrranno.
Saranno ombre molto soft perché, come già detto, il box agirà da diffusore (è il suo mestiere) ma ci saranno comunque.

Con due luci di fianco l'oggetto sarà privo di ombre ai lati (o pochissima roba).


 Con tre luci abbattiamo le ombre quasi del tutto.

Chiaramente, per avere questo abbattimento in maniera uniforme, le luci dovranno essere tutte della stessa potenza e posizionate in maniera simile.
Però, tutto l'ambaradan dipende anche molto dal tipo di oggetto che vogliamo fotografare e dal risultato finale che vogliamo ottenere (non mi stancherò mai di ripeterlo).
Conviene sempre sperimentare spostando le luci in posizioni diverse, in modo da rendersi conto dei vari cambiamenti che possono prodursi.

Ok, il set l'abbiamo predisposto, l'oggetto c'è, manca la regolazione della fotocamera.

Settaggio fotocamera
Usare un light box non garantisce di ottenere delle fotografie belle brillanti, con un bianco da pubblicità del detersivo e una resa dei colori da rivista patinata.
Bisogna pensare anche ai settaggi della macchina, i più importanti in questo caso sono la compensazione dell'esposizione e il bilanciamento del bianco.
Naturalmente qui parliamo di reflex, o comunque di macchine diverse dalle semplici compattine (anche se si possono ottenere comunque ottimi risultati).


Compensazione dell'esposizione
Sappiamo che l'esposizione è il lasso di tempo nel quale l'elemento fotosensibile (pellicola o sensore) resta esposto alla luce, oppure quanta di questa luce investe detto elemento.
Detta in lingua volgare: se la foto viene troppo scura o troppo chiara è dovuto all'esposizione.
Questa quantità è un mix di diversi fattori: tempo di esposizione, apertura del diaframma e ISO.
Non sto a dilungarmi su queste nozioni, suppongo che abbiate già una base tecnica da cui partire.
In modalità automatica o determinate modalità semi-automatiche, l'esposizione è decisa dalla camera tramite algoritmi più o meno sofisticati.
Ricordate comunque una cosa: per la vostra macchina, il mondo è grigio.
Cosa vuol dire ?
Vuol dire che per il suo sistema di calcolo dell'esposizione, qualunque scena avrà la luminosità equivalente di un grigio medio, così le alteluci non saranno troppo bianche da bruciare la foto e le ombre non perderanno dettaglio e saranno più nere.
Insomma, la macchina cerca una via di mezzo per portare a casa la foto.
Questo funziona bene per la maggior parte dei casi, ma mostra i suoi limiti in determinate situazioni.
Un esempio: mai provato a fotografare un paesaggio innevato ?

Senza compensazione Con compensazione di +2

Visto come la compensazione gioca a vostro vantaggio ?

Se volete approfondire l'argomento, ecco qui due guide facili facili:
http://www.cultorweb.com/Exp/E.html
http://www.phototutorial.net/2011/01/27/la-compensazione-dellesposizione/


Ma la mia macchina ce l'ha ?
Le reflex sicuramente, ma c'è anche su un buon numero di compatte.

E perché la devo usare ?
Per avere un'esposizione corretta.
E poi hai visto di che colore è il soft box ?
Praticamente è come se piazzassimo il nostro oggetto in mezzo a un campo da sci.

Bilanciamento del bianco
Un po' più su, abbiamo parlato di temperatura colore e resa cromatica.
Il nostro occhio è la camera più sofisticata esistente al mondo e sa aggiustare le differenti rese che restituiscono differenti tipi di luce.
Sfortunatamente, le nostre macchine fotografiche non sono così buone a fare questa correzione e il risultato sono fotografie con i colori falsati.

 

Per risolvere questo problema, dobbiamo dire loro quale tipo di luce c'è nella scena e lo facciamo settando le opzioni presenti nel menu del bilanciamento del bianco.
Queste opzioni solitamente includono luce solare, lampade a incandescenza, a fluorescenza, tempo nuvoloso ecc. ecc. e per la maggior parte dei casi fanno bene il loro lavoro.
Ma se vogliamo essere proprio precisi precisi, allora dobbiamo andare di bilanciamento manuale.
Usando questa opzione, la macchina ci chiederà di puntare l'obiettivo verso un qualcosa di bianco (solitamente un cartoncino) e registrerà la sua resa cromatica per utilizzarla come riferimento, appunto, per il bianco.
Così facendo, tutti i colori del vostro set saranno riprodotti fedelmente.

Ed ecco, puntuali, un paio di guide per approfondire.
http://www.lucidistorte.it/fotografia/guida-impostare-il-bilanciamento-del-bianco/ 
http://www.saralando.com/blog/?page_id=41

Facciamo lo scatto
A questo punto, dopo aver regolato tutto quanto, possiamo inquadrare e scattare.
Consiglio un cavalletto, oppure un mini tripod da tavolo e la modalità autoscatto in modo da non toccare la macchina onde evitare eventuali micromossi.
Come obiettivo, possiamo usare anche quello fornito in kit con la macchina oppure quelli macro, dipende da quello che vogliamo ottenere.
Se un macro è fuori dal vostro budget, potete dirottare verso delle lenti addizionali da montare sul vostro obiettivo.
Costano relativamente poco e svolgono un buon lavoro variando il rapporto tra distanza di messa a fuoco e rapporto di ingrandimento (praticamente riuscirete a mettere a fuoco più vicino al soggetto).

Ah già, questa è l'infografica che vi avevo accennato a inizio articolo (cliccateci sopra per la versione hi-res).



A questo punto, avete (quasi) tutte le dritte per iniziare a litigare con il vostro light box.
Buon lavoro, sperimentate e fatemi sapere nei commenti come sta andando. :-)

2 commenti:

  1. Ciao, grazie per il tuo articolo che mi è sembrato molto ben spiegato! Una domanda: la light box dev'esser posizionata in un luogo buio (tipo sgabuzzino) e poi vanno coloocate le 2 o 3 lampade? Oppure puo' esser collocata in un luogo illuminato dalla luce naturale (ovviamente saranno sempre posizionate le 2 o 3 lampade)? Graize!!!!

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    1. Benvenuto Follezze e grazie per i complimenti all'articolo.

      Un light box può lavorare anche in una stanza illuminata ma in linea di massima, se le luci esterne sono poche e poco luminose, la situazione migliora perché hai un controllo maggiore su come illuminare la scena.

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