giovedì 13 dicembre 2012


Premessa d'obbligo: il discorso che vi apprestate a leggere è una mia personale opinione, potrebbe non rispecchiare in alcun modo il parere generale sull'argomento e potreste pensare che questo sia stato generato esclusivamente da un moto di insoddisfazione e invidia, data la scarsità di talento a mia disposizione.
Detto questo, è da un po' che ci sto pensando: il microstock è tempo perso ?

Dopo il link, le considerazioni del caso.


Per chi non sa di cosa sto parlando, il microstock è una forma di vendita a prezzi irrisori riguardante immagini, fotografie, illustrazioni vettoriali e cose del genere.
Si basa tutto sul miraggio (per molti) di un guadagno "facile" (o passato per tale) mettendo in vendita i file di cui sopra attraverso siti di agenzie.

Fino a qui, tutto semplice: scatto o disegno, metto sul sito e aspetto i guadagni, convinto che ci saranno decine, ma che dico, centinaia se non migliaia di persone desiderose di mettere le mani sulle mie produzioni.
Tutti possono guadagnare, lo dicono loro.

Appunto, aspetto.
E poi aspetto.
E aspetto di nuovo.
E le vendite non arrivano.

Eppure gli altri vendono, se vado a vedere le classifiche è tutto un fiorire di contributors che stanno pasteggiando a caviale e champagne grazie alle royalties.
Qualcuno potrebbe dire: "Non vendi perché la tua roba fa cagare".
Ci può anche stare, posso anche accettarlo (mi autodefinisco quasiunfotografo e quasiungrafico mica a caso), ma non sono convinto che il problema stia tutto lì.

Inizio quindi a scontrarmi con la dura realtà.
  1. Di contributor ce ne sono a DECINE di migliaia
  2. La maggior parte di essi, hanno dei portfolio DA PAURA, con decine di migliaia di file.
  3. Il mio piccolo portfolio da due-trecento file (anche se fosse di super-iper-qualità) è sotterrato da queste corazzate e non viene cagato dai motori di ricerca interni, manco avesse un virus incorporato.
Ma allora dove sta l'inghippo ?
Sta nel fatto che per fare microstock devi avere tempo, risorse e attrezzature da professionisti con le quali sfornare foto o immagini a un ritmo bestiale.
Almeno al giorno d'oggi.
Magari una volta, agli albori del fenomeno, era veramente facile guadagnare, complice il fatto che le agenzie raccattavano tutto quello che veniva proposto loro senza fare troppo le schizzinose (avevano bisogno di ingrossare il database di immagini), la qualità era più bassa e la fame di immagini a poco prezzo da parte dei clienti era molto più alta.
Ora la qualità ha raggiunto livelli stratosferici, roba da studio professionale.
Aggiungi questo al ragionamento dei numeri fatto prima e la domanda arriva da sola: "Ma per un povero fotografo/grafico hobbista/amatoriale, vale tutta 'sta pena ?".

No, non credo.

Gli unici che ci guadagnano sono i gestori dei siti di microstock, perché loro hanno una maledetta cosa chiamata "soglia" che, tradotto, sta per "non ti paghiamo fino al raggiungimento di una somma minima".
Questo cosa vuol dire ?
Che LORO guadagnano subito sulla vendita e TU no.
LORO incassano e mettono da parte la tua percentuale fino a quando non supererai la soglia minima, solitamente intorno ai 50$, qualcuno anche 100.
Il problema è che se hai i ritmi di vendita di un bradipo svogliato a causa di un porfolio piccolo o di qualità non eccelsa (per eccelsa intendo professionale), per racimolare 50 o 100 dollari ci passano degli anni, complici le risicate percentuali delle tue royalties.

Tempo fa, lessi su un blog tematico (che ora non riesco a ritrovare in rete) che la percentuale dei contributors che non arrivano neanche al primo pagamento è altissima.
Però LORO da quelle vendite ci hanno guadagnato SUBITO.

Intendiamoci, è un business e loro non sono delle onlus.
Quello che fa girare vorticosamente le scatole è che te la vendono come un modo tutto sommato facile di guadagnare, peccato che dopo un po' capisci che i guadagni (veri) non li farai tu, a meno che non ti ci dedichi in una maniera che con l'amatoriale ha ben poco da spartire.

Sempre il qualcuno di prima potrebbe obiettare:"Hai solo da darti da fare e produrre di più".
Eccerto, perché secondo lui uno non ci prova.
Il problema è che il povero hobbista si deve scontrare anche con un'altra figura mitologica in forza ai siti di microstock: il revisore.
Costui, decide se la tua foto ha i numeri per poter essere inserita nel database e messa in vendita.
Ma come decide non ci è dato sapere ed è, comunque, una scelta umana quindi soggettiva.
Mi è capitato più di una volta di vedermi scartare delle fotografie su un sito con le giustificazioni più varie (poca qualità, basso interesse di acquisto... ) e riuscire a farmele accettare (e poi venderle) su un altro.
In fondo, dovrebbe essere il cliente che decide se una foto o un'illustrazione vale la pena di essere comprata.

Fortunatamente, io mi sono avvicinato al microstock con la prospettiva molto umile di guadagnare qualcosina per comprarmi un obiettivo, un qualche accessorio o delle risorse tipo brush per utilizzo commerciale.
Dico fortunatamente perché in questa maniera lo scontro con la realtà non è stato durissimo.

Per concludere, a mio giudizio il microstock è un'attività da iniziare dopo aver considerato e ponderato MOLTO BENE tutti i vari aspetti della faccenda.
Si può guadagnare tanto, ma questo tanto è riservato ai professionisti e a chi ha deciso di fare diventare questa attività un lavoro a tempo pieno.
Chi crede che basti una compattina e qualche decina di scatti a caso, è bene rivolga la sua attenzione altrove.


E voi che ne pensate ?
C'è qualche microstocker hobbista/amatoriale che vuole raccontare la sua esperienza nel campo ?
L'arena è aperta, accomodatevi.

P.S.: non ho considerato volutamente la soddisfazione di vedere qualcuno che compra una tua foto o disegno.
Questa soddisfazione non ha prezzo e, appunto, esula da un discorso "venale" come il guadagno di soldini.

P.P.S.: non ho volutamente fornito nessun indirizzo di agenzie o segnalazione diretta ma sono stato sul vago per non dovermi scontrare, un giorno, con una mandria di avvocati.

EDIT 08-05-2014: finalmente ho finito il post e qui parlo di un differente tipo di siti per vendere le vostre creazioni: i POD.

22 commenti:

  1. Caro 'quasiunfotografo',
    pur essendo un articolo 'critico' alla questione microstock, hai capito perfettamente qual'è la realtà dei fatti, cosa per niente negativa dal mio punto di vista. O lo si fa a livello professionale, quindi dedicandoci tempo, denaro, professionalità e fatica, oppure che ci si giochi pure, essendo ben consapevoli che rimarrà solo un bel gioco per cui un guadagno potrebbe arrivare, come dici tu, anche dopo anni :)
    mi permetto di linkarti il mio blog dove trovi il mio punto di vista, il mio progetto e vari link.

    Buona fortuna :)

    http://eumapicsblog.wordpress.com/

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  2. Benvenuto eumapics. :-)

    Sì, il mio articolo era volutamente critico, per far sì che un hobbista possa capire immediatamente con che cosa andrà a scontrarsi.

    Per quanto mi riguarda, ho spostato la mia "attività" su un altro genere di siti, quelli Print On demand e appena potrò scriverò qualcosa al riguardo.

    Buona fortuna anche a te e al tuo progetto.

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  3. E' vero, i guadagni sono bassi rispetto all'impegno richiesto. Però fare microstock è proprio divertente ;-)

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  4. Ciao mauri, benvenuto. :-)

    Vero, di divertimento ce n'è e impari anche un sacco di cose tramite i naturali errori che si possono compiere nella tecnica dello still-life.

    Quello che non mi va giù è come ti trattano se non sei un super-pro.

    Mi è capitato di chiedere la spiegazione di un refusal su un calendario.
    La motivazione era che l'immagine non era di interesse commerciale e troppo semplice.
    Faccio presente che la stessa immagine dell'anno precedente era stata accettata e che aveva pure venduto qualcosina.
    Mi rispondono dicendo che il numero che dicevo io non poteva considerarsi una vendita decente.

    Ma dico io: Ha venduto ? E allora cosa te ne frega ?
    E soprattutto: hai accettato quella dell'anno prima ? Allora come fai a dire che quella di quest'anno non va bene ?

    Mi piacerebbe sapere se rispondono con quei toni anche a gente come Yuri Arcurs.

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  5. Ciao,
    sono abbastanza daccordo con te... anche se preferisco mantenere uno spirito un po' più positivo. In fondo la fotografia dev'essere una passione e ritengo che anche pubblicare le proprie foto in un Microstock possa farne parte.
    Buona luce!
    Dade80

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  6. Ciao Dade80,

    siamo d'accordo, la passione è tutto.

    Però penso che se rimaniamo su questo tema possano andare bene siti come Flickr, 500px, adoroletuefoto, Pixoto e compagnia bella.

    E' vero che se qualcuno ti compra una foto, la soddisfazione è insuperabile, ma il microstock è fatto principalmente per guadagnare e bisogna vederlo principalmente in quest'ottica.

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  7. Ciao,

    mi sono avvicinato al microstock quasi 2 anni fa. Mi sono impegnato duramente per tre mesi per realizzare solo una vendita di 0.74 dollari. Ho deciso di smettere perchè il gioco non valeva la candela....e forse avrei scritto un articolo proprio come il tuo. Dopo 3-4 mesi dall'abbandono per puro caso mi sono avvicinato nuovamente al microstock e da allora non ho più smesso.

    Su molte cose del tuo articolo non sono d'accordo.

    1) c'è una soglia sul pagamento (e.g. 100 dollari) altrimenti i gestori di questi siti passerebbero il tempo a fare i pagamenti di pochi dollari. Una soglia è dovuta per la sopravvivenza dei web-servizi.

    2)in inglese c'è un modo di dire che dice "No pain, no gain". i soldi non si guadagnano facilmente....se vuoi ottenere dei risultati ti devi impegnare e faticare. Personalmente dopo quasi 2 anni di fatica inizio a superare quella soglia mensilmente con regolarità.

    3)Ti posso garantire che i revisori vedono migliaia di immagini al giorno tutti i giorni. Se ti scartano una foto un motivo c'è. Essendo umani (per fortuna) possono sbagliare....ma 9 volte su 10 ci prendono!

    4)Non è un mondo per soli professionisti. Conosco ragazzi che sul loro pc hanno installato solo inkscape e gimp (software freeware) e in alcuni mesi sfondano il tetto dei 1000 dollari. Questo per dire che non serve una 5dmarkiii set di luci e modelle fichissime.

    5)Nel microstock non conta la quantità...ma la qualità. Ci sono portfoli con 1000 foto e solo 100 vendite....e portfolio con 100 foto e 1000 vendite. I motori di ricerca interni non mettano in testa i contributori con un maggior numero di foto....bensì le foto che sono più appropriate. Il problema è che la qualità di una foto ...si ottiene con la dedizione e la fatica.

    Oggi ci vuole tanta tenacia e dedizione per riuscire a spremere qualcosa nel mondo del microstock.

    Ciao


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  8. Benvenuto Anonimo,

    fermo restando che rispetto tutti i punti di vista, cercherò di rispondere alle tue obiezioni.

    1 - Non dico che non ci debba essere una soglia, dico soltanto che non bisognerebbe pubblicizzare il guadagno facile.
    Patti chiari, amicizia lunga.

    2 - Come sopra.
    Il guadagno facile non esiste, quindi non pubblicizzarmelo.
    Peccato che per accorgerti di ciò passano un sacco di tempo e un sacco di fatica.

    3 - Sui revisori ammetto di avere il dente avvelenato.
    Non accetto che il mio lavoro possa venire filtrato da un terzo soggetto.
    Dopotutto non è lui che compra.
    Posso assicurarti che roba che mi è stata scartata sui siti di microstock, ha venduto più che discretamente sui siti Print On Demand.

    4 - E' vero, non è un mondo per soli professionisti.
    Ma di "absolute beginners" o di rookies ce ne sono veramente pochi.

    5 - Totalmente d'accordo.
    Infatti il finale del mio post dice proprio quello: fate bene i conti prima di inziare.

    Detto questo, sono felice di avere la tua opinione sul mio blog. :-)

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  9. Beh... che dire, sono della stessa opinione... si, sarà pur divertente, e quindi, se la si prende con filosofia... nessun problema, ma se si punta un po più sul fare microstock per puro guadagno..... campa cavallo che l'erba cresce. Oltretutto i tempi di processo, dal fare una foto, o un immagine, o un vettore che sia, al presentarla, taggarla e " sperare anche ", che venga accettata e quindi registrarla in sito... NON sono propio così brevi... alcune compagnie impiegano anche 3-4 giorni per visionare ed accettare o no un immagine. Immagine che.. poi, Dio solo sa... quanti download possa fare... visualizzazioni magari tante... ma quelle poco servono, se lo scopo è ""vendere""... ci ho provato anch'io... ma ho perso la voglia dopo poco tempo. Troppo meticoloso e lento. Forse però a 90 anni, 50 dollari li ho già raccimolati... ;-)

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  10. Benvenuto Ilo Scano,

    io ho iniziato a chiudere tutti gli account in giro per i vari microstock, ne terrò un paio giusto per continuare a farmi del male. ;)
    Ho spostato il mio raggio d'azione sui siti di Print on demand e devo dire che le cose vanno decisamente meglio.

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  11. quali siti di print on demand utilizzi?
    Io carico foto su 10 agenzie di microstock! alcune vendono bene , altre meno, ma anno dopo anno i miei guadagni crescono e quando coincidono i pagamenti delle varie agenzie, allora c'è da divertirsi! Sono daccordo, I microstock richiedono impegno, però grazie ad essi ho imparato ad essere critico con i miei lavori e a cercare sempre la massima qualità sia che scatti per gli stock sia che faccia una foto ricordo a mia figlia!

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  12. Benvenuto Guido,

    per il momento uso Zazzle e Society6.

    Anche io sono d'accordo con te, i microstock aiutano a crescere qualitativamente, ma comunque preferisco che a decidere un mio lavoro sia il cliente e non un revisore. ;)

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  13. darò un aocchiata a questi siti! all'inizio anch'io la pensavo come te ed iviavo qualsiasio cosa, con conseguente bassissimo livello di accettazione; Poi ho iniziato ad inviare foto che avessero una valenza commerciale ed i rifiuti erano e sono solo per la qualità dell'immagine.
    Se vogliamo guadagnare facilmente dobbiamo realizzare immagini di Peaple,; Sono quelle che vendono di +!
    io di quelle ne faccio poche, ma anche se realizzo un paesaggio cercherò una composizione che sia + adatta alla vendita(ad esempio dando + spazio al cielo per avere una zona, dove pubblicitari o riviste possono scrivere testi! il microstock mi ha comunque permesso di ottenere qualche lavoro extra senza che fossi io ad andarlo a cercare.
    poi ovviamente utilizzo anche siti come Fineartamerica, dove sei tu a decidere cosa vendere e a che prezzo, ma li risultati, a parte tante visite non ne ho ottenuti. Mi piacerebbe leggere le tue esperienze nei siti print on demand

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  14. Ho intenzione di scrivere un post sui POD e magari descrivere anche come mi sto trovando.

    Posso dirti che per quanto mi riguarda, sui guadagni non c'è paragone anche perché, come giustamente dici anche tu, lì decidi le tue royalties (non su tutti, ma la maggior parte) e non devi passare sotto le forche caudine dei revisori.
    Il POD è un mondo totalmente diverso, devi avere bene in testa cosa vuoi realizzare e su che prodotto verrà applicato ma la soddisfazione, una volta venduto, è decisamente parecchia.

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  15. Ciaoª
    ho letto il tuo articolo e mi sono rispecchiato quando ero agli albori con il microstock.
    Ero incazzato proprio come te.
    Poi, ho osservato il lavoro degli altri e confrontandomi ho capito cosa non andava.
    Il proprio stile e gusto fotografico hanno ovviamente la parte preponderante.
    Attrezzatura, obiettivi, cazzi e mazzi non sono importanti, sono FONDAMENTALI.
    Senza un buon obiettivo si scattano foto qualitativamente di MERDA.
    Ci vuole anche un buon conoscimento dei programmi di fotoritocco che devono andare a braccetto con l attrezzatura.
    Oggi mi diverto come un pazzo ad inserire foto nei vari siti di microstock ed ho un- accettazione del 96 per cento.
    Le mie vendite non subiscono cali ma lievi crescite.
    Con un portfolio di 1500 foto su un sito x, porto a casa mensilmente 80 euro.
    Sono presente su 7 siti e guadagno mediamente 550 euro mensili.
    Piu- metti foto, piu- guadagni, credimi che e- cosi. Prima pero- devi fare i conti con la qualita- dei tuoi lavori ed essere realmente critico.
    Se hai foto di merda........non ne venderai mai.
    Se vuoi qualche opinione mandami un mail.
    Saluti, Michele.

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  16. Ciao,

    quello che dici è giusto e sono contento tu abbia un buon guadagno mensile.

    Ma ribadisco anche la mia opinione: loro te la cantano troppo facile e ci campano su questo.
    Tra revisori, soglie e percentuali da fame, prima che si possa archiviare un guadagno tanti mollano prima.
    Ma intanto loro hanno venduto.
    Diciamo che le cose dovrebbero essere più chiare fin dall'inizio.

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  17. Ciao,
    sono appena arrivato nel tuo blog (influenza = tanto tempo libero); sembra molto interessante e me lo guarderò con calma.
    Ho letto con interesse il tuo intervento sul microstock perchè ho cominciato da qualche settimana in questo campo e sono ancora alla ricerca di opinioni diverse. Ovviamente c'è chi è molto entusiasta, e chi un po' meno.
    Per quello che vale ti dico la mia esperienza da neofita. Personalmente mi piace molto la fotografia paesaggistica, e finora ho sempre considerato la fotografia come uno strumento "documentaristico". Mi trovo in un preciso luogo, in un preciso momento e scatto una foto che li "documenta" entrambi. E soprattutto mi piacciono le foto piene di elementi diversi, con contrasti e colori molto accentuati.
    Come puoi immaginare questo tipo di foto sono completamente estranee al microstock dove invece le foto devono essere semplici, avere dei soggetti precisi e definiti, e soprattutto devono sembrare un po' "finte".
    Ecco, proprio il fatto che si tratta di una fotografia così diversa mi ha incuriosito parecchio e ho deciso di dedicarci del tempo, più che altro per imparare qualcosa di nuovo, sperimentare delle tecniche, e guardarmi in giro con un occhio un po' diverso quando ho la macchina fotografica in mano.
    Per ora la soddisfazione puramente "platonica" di aver venduto una decina di foto mi basta.
    Molto interessante invece il tuo punto di vista sul POD (che sconoscevo assolutamente proprio come i microstock fino a due mesi fa); appena avrò un po' di tempo leggerò con calma i post che dedichi a questo argomento.

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    1. Benvenuto Roberto. :)

      Intanto, grazie per i complimenti.

      Non credo che le foto paesaggistiche siano completamente estranee al microstock, in fondo un mercato per i panorami c'è e credo che con le dovute keywords tu ne possa trovare parecchie.
      Devi solo stare attento a non riprendere cose che poi hanno bisogno della "property release", un'autorizzazione simile alla "model release".

      Per quanto riguarda il POD beh, hai letto come la penso. ;)

      Ti auguro sempre maggiori vendite e a risentirci.

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  18. Anche per me positivissimo il microstock, serve impegno ma si ottiene! Consigliato!

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    1. Benvenuto anonimo,

      sono contento che tu possa dire di essere soddisfatto del Microstock. :)

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  19. Conosco una coppia che viaggia in barca a vela, la cui "occupazione" è quella di realizzare brevi documentari, foto e libri riguardanti i loro viaggi.

    Per quanto ne sappia si pubblicizzano da soli, e non utilizzano nessun tramite, quale per esempio il "microstock".

    Nella mia ignoranza, ritengo che il "microstock" sia un percorso TROOOPPO lungo, per cui il gioco non vale la candela.

    Attrezzature, viaggi per raggiungere le location, etc..etc.. hanno un costo NOTEVOLE, rapportato all'EVENTUALE guadagno.

    Se è tempo perso? Secondo me si.
    (imho)

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    1. Benvenuto TopSecret. :)

      Sì, è un percorso lungo e sì, se non è fatto preventivando uno sforzo importante può rivelarsi tempo perso molto facilmente.
      Tieni comunque presente che il microstock, nella maggioranza dei casi, è fatto in studio con un grosso lavoro concettuale alle spalle.
      Bisogna anche dire che, negli ultimi anni, è cambiato parecchio.
      La saturazione di un certo tipo di immagini ha portato le compagnie a cercare altri tipi di categorie, quindi lavori che prima venivano scartati a priori ora hanno la loro attenzione sul mercato, primo fra tutti lo stile "reale", quel tipo di fotografie che sembrano scattate al volo, assolutamente non saturate o pulite (ma che comunque necessitano di un gran lavoro di preparazione e pianificazione).

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