mercoledì 6 luglio 2011

Sto traslocando, da un altro mio blog, alcuni post che riguardano la fotografia.
Questo è uno di dei tanti.

I have been a witness, and these pictures are my testimony. The events I have recorded should not be forgotten and must not be repeated.

Questa è la frase che apre il sito di James Nachtwey, un fotoreporter di guerra.

Irlanda, El Salvador, Nicaragua, Guatemala, Libano, Cisgiordania (West Bank) e Gaza, Israele, Indonesia, Thailandia, India, Sri Lanka, Afghanistan, Filippine, Corea del Sud, Somalia, Sudan, Rwanda, Sudafrica, Russia, Bosnia, Cecenia, Kosovo, Romania, Brasile e Stati Uniti.
Tanti sono i posti dove l’essere umano dimostra il peggio di sé o dove la sofferenza è di casa.
Nachtwey ha fotografato tutto questo, senza perdere di vista la sua professionalità e la tecnica di composizione.

Come recita PhotoRevolt.com alla pagina a lui dedicata: “La grandezza di James Nachtwey, ciò che lo rende un autore e non un semplice reporter di guerra è che nelle sue fotografie c’è sempre un’attenta composizione. Forse ci si aspetta che un fotografo di fronte ai bambini affamati o ai cadaveri decomposti, diventi incapace di svolgere il suo lavoro, dimentico della sua professionalità, così come chiunque sarebbe incapace di dire qualsiasi parola di fronte a scene del genere. Invece le fotografie di Nachtwey sono sempre chiare e precise testimonianze e l’attenzione alla composizione diventa il mezzo con cui Nachtwey informa, comunica in modo efficace quello che ha visto, con la partecipazione di chi assiste alla sofferenza umana e vuole combatterla.

Quando andrete a visitare il suo sito vi accorgerete di tutto ciò e diventerete testimoni a vostra volta di cose che “non devono essere dimenticate e non devono più ripetersi”.

Il suo sito: http://www.jamesnachtwey.com
La pagina su Wikipedia italiana: http://it.wikipedia.org/wiki/James_Nachtwey
La pagina su Wikipedia inglese: http://en.wikipedia.org/wiki/James_Nachtwey

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